L'Eucarestia. Il massimo dono di Dio per noi.

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cenni storici

cenni storici

Il Cristianesimo pervenne a Ravello, con ogni probabilita', tra il IV e VI secolo dopo Cristo. Furono delle famiglie dell’aristocrazia romana, che per sfuggire alle incursioni barbariche, trovarono sicuro rifugio in questa terra, difesa dai monti e vi annunziarono la buona novella. Come importanti testimonianze della vita cristiana di quei secoli restano, fra gli altri cimeli, si conserva una fronte di sarcofago rappresentante l’adorazione dei Magi, che, per i caratteri stilistici ed iconografici, viene datata al 340 ed e'visibile in villa Rufolo;

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Chiesa di San Filippo e San Giacomo

Chiesa di San Filippo e San Giacomo

L'Ordine Benedettino ebbe sin dal 900 diffusione sulla costiera; in particolare in Ravello ben tre monasteri vennero fondati con i nomi di SS. Trinità, di San Trifone e di Santa Maria di Castiglione. Quest'ultimo, destinato ad accogliere le donne nobili, sorse qui, sulle pendici del monte Civita, nel secolo X. E ovviamente ebbe la sua Chiesa, anch'essa intitolata a Santa Maria dapprima, poi dal 1453 ai Santi Apostoli Filippo e Giacomo, di cui si celebrava la festa il lo di maggio.
E' quindi molto antica anche la Chiesa: è ciò che testi- moniano la torre campanaria con la sua poderosa struttura medioevale e i muri esterni delle absidi, uno dei quali è unito al campanile per un lato.

 

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CRONOTASSI DEI VESCOVI DELLA DIOCESI DI RAVELLO

 Vescovi

Diocesi diRavello 1086-1603

Ravello-Scala 1603-1818

CRONOTASSI DEI VESCOVI DELLA DIOCESI DI RAVELLO
dalle ORIGINI (1086) fino ALL'UNIFICAZIONE delle DIOCESl (1818)

Nei primi secoli, i Vescovi che ressero la diocesi di Ravello furono di origine ravellese, appartenenti a famiglie del patriziato urbano.Ciò evidenzia il carattere molto municipalizzato della Chiesa. Per la cronologia si segue quella dataci da L. Mansi, primo storiografo della chiesa ravellese , tenendo presenti anche Ughelli, Eubel e Gams.

1 -ORSO PAPICE, O, S. B. (1086- + 1094)
2 -COSTANTINO ROGADEO (1094-+ 1150)
3 -GIOVANNI RUF(F)OLO (1150- + 1209)
4 -PANTALEONE PIRONTI (1210 o 1212 -+ 1220)
5 -LEONE ROGADEO (1220 -+ 1229)
6 -PIETRO DI DURAZZO, O. S. B. (già vescovo nel 1275 -+ 1284)
7 -TOLOMEO Or. Erem. S. Agostino (2 marzo 1286 -+ 1290)
8 -GIOVANNI ALLEGRI (29 settembre 1291 -+ lO novembre 1330 o 1322 o 1332)
9 -FRANCESCO CASTALDO, O. S. B. (23 ottobre 1321 o 1332 o 1333 - + 4 giugno 1362)
10 -SERGIO GRISONE (24 luglio 1363 -trasferito nel 1379)
11-ROBERTO RUFFO, O. S. B. (1379 circa -+ 1385 circa)
12 -BORARDO HOXTER (DE HOXARIA) O. Erem. S. Ag. (6 agosto 1385 -+ 1397)
13 -ANDREA FUSCO (29 maggio 1397 -trasferito 1400)
14 -PELLEGRINO RUFOLO (9 o 13 aprile 1400 -+ 1401)
15 -LUDOVICO APPENDITANO (2 luglio o 20 giugno 1401 -+ 1407)
16- NICOLA DE DONCELLIS (1409 -fu rimosso nel 1413 o verso 1416)
17 -ESTORE o ASTORGIO AGNESE (15 febbraio o il 1 marzo 1413 -trasferito nel 1418)
18 -MARTINO DE GRONIANO (o DI GRAGNANO) (1418)
19 -BENEDETTO DE PARADOSSO (16 febbraio 1418 -+ 1427 circa)
20 -FRA GIOVANNI (1427 o 1429 -+ 1429 circa)
21 -GOFFREDO DE PORTERIIS (o DE PORCARIIS) (17 marzo 1432 o il 16 novembre 1429 -+ o trasferito)
22 -FRA LORENZO DA NAPOLI, O.F.M. (? -trasferito il ?)
23 -LORENZO DE RICCO (18 febbraio 1435 o 1436 o 1439 -dimissionario nel 1455)
24 -NICOLA CAMPANILE (9 o 13 giugno 1455 -+ 1456) .
25 -DOMENICO MERCARI (o MERCURIO), O. P. (8 o 18 marzo 1456 -+ 1489)
26 -COSMA SETARIO (17 luglio 1489 -+ 7 ottobre 1506)
27 -FRANCESCO LAVELLO, O. Cart. (14 ottobre o 4 novembre 1506 -+ 1507)
28 -NICOLA N. (+ 1509)
29 -GODESCALCO DE LA PATARA (27 aprile 1509 -+ 1528)
30 -SERENO ASTORI (DE ASTORIIS), Can. Reg. S. Ag. (10 luglio 1528 -+ 1528)
31 -FRA BERNARDINO DI SORIA, O. F. M. Osso (23 febbraio 1529 - dimissionario e trasferito nel 1536)
32 -Cardo FRANCESCO QUIGNONE (QUINGONES seu S. Crucis) (amministratore 2 giugno 1536 -dimissionario nel 1537)
33 -ANTONIO LUNELLO (13 giugno 1537 -trasferito 1541)
34 -GIOVANNI MO(HE)DANO (lO o 19 gennaio 1541 -+ 1549)
35 -LUDOVICO BECCATELLO (27 maggio 1549 -trasferito il 18 settembre 1555)
36 -ERCOLE TAMBOSI (o TOMBESIO o COMBESIO), O.S.B. (18 o 19 settembre 1555 -+ 1570)
37 -PAOLO FUSCO (25 settembre 1570 -trasferito nel 1578)
38 -EMILIO SCATARATICA (17 marzo 1578 -+ Il novembre 1590)
39 -PAOLO DE CURTIS, O. Teat. (26 aprile 1591 -trasferito nel 1600)
40 -ANTONIO DE FRANCHIS (31 luglio 1600 -trasferito nel 1603)
41 -FRANCESCO BENNIO (1603 -+ 19 gennaio 1617)
42 -FRA MICHELE BONSIO, O.F.M. Osso (13 marzo 1617 -+ 1623)
43 -ONOFRIO (DA) VERME (29 lugilo 1624 -dimissionario o + 1637)
44 -CELESTINO PUCCITELLI Congreg. Barnab. (17 agosto 1637 -+ 14 settembre 1641)
45 -BERNARDINO PAN(N)ICOLA (15 dicembre 1642 -+ 10 nov. 1666)
46 -GIUSEPPE SAGGESE (16 marzo 1667 -8 febbraio 1694)
47 -LUIGI CAPUANO (o LUDOVICO DE CAPUA) (1 o 15 marzo 1694 - trasferito il 14 dicembre 1705)
48 -NICQLA R(U)OCCO (22 febbraio 1706 -trasferito il 21 febbraio 1707)
49 -GIUSEPPE MARIA PER(R)IMEZZI, O. Minimi (11 aprile 1707 - trasferito il 1O gennaio o il 26 febbraio 1714)
50 -NICOLA GUERRIERO (6 aprile 1718 -+ nell'aprile del 1732)
51 -ANTONIO MARIA SANTORO, O. Minimi (9 giu. 1732 -lO magg. 1741)
52 -BIAGIO CHIARELLI (26 novembre 1742 -+ 12 o 31 maggio 1765)
53 -MICHELE TAF(F)URI (5 agosto 1765 -trasferito il 1 giugno 1778)
54 -FRA NICOLA MOLINARI, O.F.M. Capp. (1 giugno 1778 -trasferito il 15 dicembre 1783)
55 -FRA SILVESTRO MICCU', O.F.M. Osso (27 febbraio 1792 - trasferito ad Amalfi il 29 ottobre 1804)


I vescovi titolari

1- LUIGI DARDANI (28 aprile 1969- 12 marzo 1974)
2- GIACOMO BARABINO (25 maggio 1974 - 7 dicembre 1988 )
3- GIOVANNI MARRA (14 Novembre 1989 - 21 Giugno 1997)
4-HANS SCHWEMMER (10 luglio 1997- 30 settembre 2001)
5- CLAUDIO GUGEROTTI (7 Dicembre 2001) ...

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FRA NICOLA MOLINARI, O.F.M. Capp. (1 giugno 1778 -trasferito il 15 dicembre 1783)

FRA NICOLA MOLINARI, O.F.M. Capp. (1 giugno 1778 -trasferito il 15 dicembre 1783)

Quarto di sette figli, nacque a Lagonegro il 10 marzo 1707 da Carlo Molinari e Cecilia Mazzaro: carpentiere il padre, tessitrice di panni la madre. Nello stesso giorno venne portato al fonte battesimale, ove gli furono posti i nomi di Giuseppe Egidio Paolo; all'età di 14 mesi, il 16 maggio 1708, gli fu amministrato il sacramento della cresima dal vescovo di Policastro Marco Antonio de Rosa. Ricevette la prima formazione culturale probabilmente da uno zio sacerdote, don Nicola Mazzaro. Rimasto orfano di padre all'età di 9 anni e mezzo, contribuí al sostentamento familiare conducendo al pascolo le pecore della Confraternita del Santissimo Sacramento. Negli anni giovanili compí un pellegrinaggio al santuario di San Biagio a Maratea, pensando piú volte di seguire le orme del fratello maggiore Francesco, che era entrato tra i cappuccini con il nome di Ludovico da Lagonegro.

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FRA SILVESTRO MICCU', O.F.M. Osso (27 febbraio 1792 - trasferito ad Amalfi il 29 ottobre 1804)


dell'Ordine dei Frati Minori Osservanti, nato a Napoli nel 1749, al secolo Giovanni Battista, dottore in Teologia nell 'Università di Napoli, entrò nell 'Ordine nel 1764; fu guardiano del Convento di S. Maria Nova a Napoli; il 27 febbraio 1792 fu eletto Vescovo delle diocesi unite Ravello e Scala, e consacrato a Roma il 4 marzo 1792 dal Cardinale Valente Gonzaga. Dopo dodici anni di zelante apostolato nelle due città, il 4 ottobre 1804 fu elevato ad Arcivescovo di Amalfi . Trasferitosi nella nuova sede continuò ad avere un particolare pensiero di predilezione per Ravello. Ma l'ora della soppressione delle due diocesi s'era avvicinata. Il Concordato del 16 febbraio 1818 tra Papa Pio VII e Ferdinando I, re delle due Sicilie, indicava le ragioni per la soppressione di alcune Sedi Vescovili, che non potevano conservarsi nemmeno come Concattedrali, per la esiguità della rendita e le oscurità dei luoghi ove essi si trovano".

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Il Papa e lo spazio digitale

Il Papa e lo spazio digitale

Domenica 12 maggio, Solennità dell’Ascensione del Signore, la Chiesa celebra la 47a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, l’unica voluta dal Concilio Vaticano II. In occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, il 24 gennaio u.s. Benedetto XVI ha inviato il suo messaggio per la Giornata di quest’anno, dedicata al tema "Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione": messaggio che collocato nel contesto dell’Anno della fede e dopo il Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione, intende esaminare un argomento attualissimo che afferisce a una delle sfide più significative dell’evangelizzazione,quella che emerge oggi dall’ambiente digitale in cui viviamo. Nel nostro tempo in cui la tecnologia tende a diventare il tessuto connettivo di molte esperienze umane, siamo invitati a riflettere sulla conoscenza dei moderni social networks di cui comunemente facciamo uso, e a porci la domanda: questi nuovi strumenti possono favorire l’evangelizzazione ed aiutare gli uomini ad incontrare Cristo nella fede? La risposta non può essere che affermativa, perché, anche alla luce delle riflessioni del Sinodo risulta chiara la sintesi che troviamo nel Messaggio del Papa: “I social networks non devono essere visti dai credenti semplicemente come uno strumento di evangelizzazione, perché la “vita dell’uomo di oggi si esprime anche nell’ambiente digitale” e conseguentemente la Rete è da abitare”. «L’ambiente digitale – scrive il Papa – non è un mondo parallelo o puramente virtuale, ma è parte della realtà quotidiana di molte persone, specialmente dei più giovani». Lo spazio digitale non è inautentico, alienato, falso o apparente, ma è un’estensione del nostro spazio vitale quotidiano, che richiede «responsabilità e  dedizione alla verità». Abitare significa inscrivere i propri significati nello spazio.

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Incontro per una Chiesa Viva

Leggi il n. 10 - Novembre 2016

È disponibile (scaricabile in allegato) il numero di Novembre di "Incontro per una Chiesa Viva", periodico della Comunità ecclesiale di Ravello diretto da Mons. Giuseppe Imperato.

L’argomento di Prima Pagina tratta de “Gli Artigiani della Misericordia”, riportando una  felice espressione usata da Papa Francesco nella catechesi svolta il 3 settembre agli operatori della Misericordia. 

Segue l’annuncio del prossimo sinodo dei Vescovi sull’argomento: «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». La scelta del Papa, infatti, nasce dall’ascolto dei pastori della Chiesa, attraverso fasi successive, in continuità con l’esperienza delle due assemblee sulla famiglia e con l’esortazione apostolica «Amoris laetitia». L’obiettivo della convocazione sinodale è dunque «accompagnare i giovani nel loro cammino esistenziale verso la maturità affinché, attraverso un processo di discernimento, possano scoprire il loro progetto di vita e realizzarlo con gioia».

Si presenta, poi, l’intervista di Radio Vaticana al Cardinale Gerhard Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, sulla nuova Istruzione “Ad resurgendum cum Christo” sulla sepoltura dei defunti e sulla conservazione delle ceneri in caso di cremazione.

Sugli aspetti legati alla Pastorale Familiare interviene Don Raffaele Ferrigno tracciandone le linee guida, che sono poste al centro del Piano Pastorale dell’Arcidiocesi di Amalfi – Cava de’Tirreni. La cronaca del Giubileo della Famiglia, celebrato a Cava de’Tirreni, il primo ottobre u.s., è oggetto dell’articolo del giovane collaboratore Lorenzo Imperato. Continua la lettura...

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L'ampolla del Sangue

Un capitano inglese, I. R. Grant, di fede anglicana, avendo osservato il fenomeno della liquefazione del sangue del Santo, ne descrisse una dettagliata relazione: "Il reliquario è un vaso di vetro a forma di disco. Nella parte inferiore contiene una sostanza oscura, spessa che, secondo la tradizione, è sabbia o terra sulla quale si sparse il sangue quando la testa del martire fu staccata dal tronco; vi è poi uno strato biancastro simile ad un nastro di sangue di colore bruno scuro, tutto opaco. Sopra un'altra striscia che sembra essere grasso solidificato, ed infine ancora al di sopra vi è una linea di minuscole bollicine secche che segnano il livello più alto della materia adiposa durante la liquefazione.

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L'Arcivescovo emerito di Potenza Agostino Superbo presiederà le solenni celebrazioni in onore di San Pantaleone. Il Programma è online.

Sarà S.E. Rev.ma Mons. Agostino Superbo, Arcivescovo emerito di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo, a presiedere le solenni celebrazioni in onore di San Pantaleone. (Programma)

Mons. Superbo è stato Presidente della Commissione per il laicato e Assistente del Forum Internazionale di Azione Cattolica. In seno alla Conferenza Episcopale Italiana è stato Membro della Commissione Episcopale per l’Educazione cattolica, la Cultura, la Scuola e l’Università e della Commissione ecclesiale “Iustitia et Pax” e dal 2008, per un sessennio, ha ricoperto il ruolo di vice presidente della Conferenza Episcopale Italiana eletto dai Confratelli Vescovi dell’Italia Meridionale. Continua la lettura...

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La luce che abbiamo nell'anima

2013-10-01 L’Osservatore Romano

Pubblichiamo il testo dell’intervista che Papa Francesco ha rilasciato al fondatore di Repubblica, comparsa sul quotidiano romano del 1° ottobre.

Mi dice Papa Francesco: «I più gravi dei mali che affliggono il mondo in questi anni sono la disoccupazione dei giovani e la solitudine in cui vengono lasciati i vecchi. I vecchi hanno bisogno di cure e di compagnia; i giovani di lavoro e di speranza, ma non hanno né l’uno né l’altra, e il guaio è che non li cercano più. Sono stati schiacciati sul presente. Mi dica lei: si può vivere schiacciati sul presente? Senza memoria del passato e senza il desiderio di proiettarsi nel futuro costruendo un progetto, un avvenire, una famiglia? È possibile continuare così? Questo, secondo me, è il problema più urgente che la Chiesa ha di fronte a sé».


Santità, gli dico, è un problema soprattutto politico ed economico, riguarda gli Stati, i governi, i partiti, le associazioni sindacali.
«Certo, lei ha ragione, ma riguarda anche la Chie
sa, anzi soprattutto la Chiesa perché questa situazione non ferisce solo i corpi ma anche le anime. La Chiesa deve sentirsi responsabile sia delle anime sia dei corpi».
Santità, Lei dice che la Chiesa deve sentirsi responsabile. Debbo dedurne che la Chiesa non è consapevole di questo problema e che Lei la incita in questa direzione?
«In larga misura quella consapevolezza c’è, ma non abbastanza. Io desidero che lo sia di più. Non è questo il solo problema che abbiamo di fronte ma è il più urgente e il più drammatico».
L’incontro con Papa Francesco è avvenuto martedì scorso nella sua residenza di Santa Marta, in una piccola stanza spoglia, un tavolo e cinque o sei sedie, un quadro alla parete. Era stato preceduto da una telefonata che non dimenticherò finché avrò vita. Erano le due e mezza del pomeriggio. Squilla il mio telefono e la voce alquanto agitata della mia segretaria mi dice: «Ho il Papa in linea glielo passo immediatamente».
Resto allibito mentre già la voce di Sua Santità dall’altro capo del filo dice: «Buongiorno, sono Papa Francesco». Buongiorno Santità — dico io e poi — sono sconvolto non m’aspettavo mi chiamasse. «Perché sconvolto? Lei mi ha scritto una lettera chiedendo di conoscermi di persona. Io avevo lo stesso desiderio e quindi son qui per fissare l’appuntamento. Vediamo la mia agenda: mercoledì non posso, lunedì neppure, le andrebbe bene martedì?». Rispondo: va benissimo.

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LUIGI DARDANI (28 aprile 1969- 12 marzo 1974)

LUIGI DARDANI (28 aprile 1969- 12 marzo 1974)

Il Mons. Luigi Dardani è nato il 25 febbraio 1915 a Ganzanigo (Medic na). Ordinato sacerdote dal Card. Nasalli Rocca il 18 settembre 1937 dopo un breve periodo di insegnamento al seminario diocesano, nel 1944 fu inviato parroco a Castelnuovo di Bisano nella Valle dell'Idice. Nel 195O il Card. Nasalli Rocca lo volle assistente ecclesiastico provinciale delle Acli affidandogli pure la rettoria di S. Donato.

Don Luigi lasciò la montagna e si trasferl' in città immettendosi nel vivo delle associazioni dei lavoratori: in un momento particolarmente vivace e glorioso di questo movimento, Al ministero fra i lavoratori: Mons, Dardani seppe unire altre mansioni profondamente delicate e impegnative: fu infatti per un triennio delegato arcivescovile dell'A,C, diocesana, assistente ecclesiastico del patronato operaie, convisitatore, membro del consiglio Amministrativo diocesano, esa minatore prosinodale, censore ecclesiastico per le stampe. Le sue doti pastorali lo hanno reso prezioso consigliere e direttore di numerose coscienze in vari setton: Primo fra essi il Seminario Regionale, che lo ha annoverato quale direttore spirituale e il monastero della Visitazione a Bologna, che lo ha ugualmente avuto quale moderatore di spirito, In tutte queste mansioni Monsignor Dardani dimostrò sempre un perfetto equilibrio e una profonda aperta sensibilità a tutti i problemi dello spirito, in concordanza coi nuovi principi pastorali e religiosi enunciati dal Concilio

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Papa Francesco alle Confraternite: vivete le vostre realtà all'insegna di evangelicità, ecclesialità e missionarietà

2013-05-05 Radio Vaticana
Una distesa di ombrelli di tutti i colori e poi di insegne, stendardi e croci che riempie Piazza San Pietro e si allunga per via della Conciliazione: è il suggestivo spettacolo offerto dalle migliaia di fedeli, membri delle più varie Confraternite, radunati ieri mattina per la Messa celebrata da Papa Francesco che ha concluso così le "Giornate delle Confraternite e della Pietà popolare" promosse in occasione dell'Anno della Fede. A loro il Pontefice raccomanda tre aspetti fondamentali: evangelicità, ecclesialità e missionarietà. E assicura: la Chiesa vi vuole bene, la vostra è “una modalità legittima di vivere la fede”. Il servizio di Adriana Masotti:

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Pubblicazioni

Pantaleone da Nicomedia Santo e Taumaturgo tra Oriente e Occidente

ESI, 2006, pp. 252.

€ 25

Gli Atti del primo Convegno di Studi (2004) approfondiscono la conoscenza della straordinaria figura di Pantaleone da Nicomedia in cui l’aspetto scientifico si è coniugato con successo con quello scientifico. Nessun ambito relativo al culto del santo è stato trascurato e sono state esaminate la storia, la pratica liturgica l’arte e la medicina.

 

Pantaleone da Nicomedia, santo tra cielo e terra: reliquie, culto, iconografia.

I santi venuti dall’Oriente. Trifone e Barbara sul cammino di Pantaleone.

ESI,2009, pp.511.

€ 35

La pubblicazione degli Atti del secondo (2005) e del terzo convegno (2006) di studi costituisce un approfondimento sulla figura e sul ruolo di Pantaleone da Nicomedia, il martire taumaturgo divenuto patrono di Ravello e sui santi Barbara e Trifone grazie al contributo degli studiosi provenienti dal mondo cattolico romano e cristiano ortodosso.

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Sintesi storica

  Ravello, prima che dall’uomo, è stata immortalata dal Supremo Artista che, nella sua infinita benevolenza, vi ha compendiato quanto "per l‘universo penetra e risplende, in una parte e più e meno altrove".
Il toponimo indica luogo roccioso e scosceso che domina tutta la Costa di Amalfi, di cui è la gemma più affascinante. Così la decantava per primo Giovanni Boccaccio (+1375) nel Decamerone: "Tra le città della Costa d’Amalfi, sopra il mare riguardante, n’è una chiamata Ravello, nella quale come oggi v’abbia di ricchi uomini, ve n’ebbe già uno il quale ricchissimo chiamato Landolfo Rufolo".Il romantico musicista nordico, Riccardo Wagner, nella sua visita a Ravello, entusiasticamente felice di aver trovato nella Villa Rufolo, piena di fascino e di mistero, la cornice del Parsifal, scrisse la magica frase: "Il giardino incantato di Klingsor ho trovato-26 maggio 1880"La nascita della Città può fissarsi tra il IV e VI secolo dopo Cristo, come testimoniano i diversi sarcofagi, le urne cinerarie, le lastre tombali, i cimeli pagani che ci sono pervenuti o che sono stati , negli ultimi anni, trafugati.  

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Stemmi Vescovili

Ravello è stata sede episcopale dal 1086 al 1818.

Ben 54 vescovi si sono succeduti, rappresentanti più autorevoli di una città che, in una società caratterizzata da un intimo legame tra vita civile e religiosa, proprio grazie a tale presenza, acquisiva il titolo di “Civitas”.

La peculiarità del vescovado ravellese consistette nella totale esenzione dal Metropolita di Amalfi, grazie al privilegio, conferito da Urbano II con la bolla del 13 ottobre 1090, rinnovato dai pontefici successivi e confermato “in perpetuo”, unitamente ai privilegi ricevuti da Ruggero, Guglielmo I e Guglielmo II, con bolla del novembre 1254 di Innocenzo IV. I primi vescovi furono espressione delle nobili famiglie ravellesi; il palazzo episcopale era posto alle spalle della cattedrale, un viale attraversava le vigne del “ giardino di monsignore” e permetteva un accesso diretto alla basilica.

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Nel 1603 Clemente VIII unì le due sedi vescovili di Ravello e Scala affidandole

Nel 1299 mons. Giovanni Allegri “assai stimato da Carlo II… cappellano, consigliere ed amico” ottenne dal sovrano angiono il permesso di impiantare una tintoria (celendra), che venne costruita “vicino al Vescovado” e restò attiva fino alla peste del 1656. La mensa vescovile col tempo si arricchì di diverse proprietà, donate da esponenti delle nobili famiglie e da semplici fedeli mossi dall’amore per la loro chiesa. Oltre a tali beni l’Episcopio possedeva lo “jus calcarie”, il diritto su tutte le fornaci di calce della città (le “calcare”), lo “jus macelli”, il diritto sul macello degli animali e lo “jus pescandi et prohibendi”, la decima sul pescato di Castiglione, contro cui, senza successo, avanzò pretesa di possesso il comune di Atrani nel 1779.

Su tutte le merci, acquistate o vendute, vigeva lo “jus plateatico”, concesso nel 1098 al vescovo Costantino Rogadeo dal doge amalfitano Marino Pansebaste; proprietà della mensa era anche l’“Aqua Sambucana”.

Nel 1603 Clemente VIII unì le due sedi vescovili di Ravello e Scala affidandole ad un solo vescovo, soggetto al Metropolita di Amalfi in quanto vescovo di Scala, ma dipendente direttamente dalla Santa Sede come vescovo di Ravello. L’unione delle due cattedrali portò anche ad un’accesa controversia tra le città, che desideravano aver la precedenza all’atto dell’insediamento, tradizionalmente salutato da suoni di campane e spari di mortaretto. Per tale ragione, nel 1706, mons. Nicola Rocco prese contemporaneamente possesso delle due sedi attraverso due procuratori. Ugual cosa fece mons. Giuseppe Maria Perrimezzi, il 13 maggio 1707 “con suono delle campane di tutte le chiese, sparo di mortaletti e canto del Te Deum …, nel qual giorno et ora si è sparato nella punta del Pianello (Ravello), acciò nel medesimo tempo fusse preso possesso in detta città di Scala et in un istante si è sonato et sparato in questa ed in quella città il tutto per togliere controversie circa il possesso delle due Chiese..”.


Alla fine del Settecento il capitolo della cattedrale era composto da sei dignità (Arcidiacono, Arciprete, Primicerio, Tesoriere, Penitenziere e Teologo, di cui le prime tre esistenti ab antiquo e le seconde istituite tra il XVI e il XVIII secolo), dodici canonici e quattro ebdomadari.


Nel 1818 l’ episcopato ravellese, come altre diocesi minori, per l’esiguità delle rendite veniva soppresso dal Concordato tra Papa Pio VII e Ferdinando I. “L’ora della completa decadenza di questa illustre città era suonata”. I capitolari cercarono in tutti di ottenere una dispensa: il 4 giugno una delegazione del capitolo, disposto a rinunciare a tutte le rendite per accrescere il patrimonio della mensa, si recò a Napoli al fine di chiedere la permanenza del vescovo. A nulla valsero tali sforzi “l’ultimo colpo per Ravello venne e fu l’abolizione del Vescovado”.

A testimoniare il glorioso passato restavano ormai soltanto i monumenti e le pergamene dell’archivio vescovile, che un silenzio odoroso d’incenso, diventatone il geloso custode, avrebbe preservato dall’inesorabile trascorrere del tempo.

La Chiesa di Ravello nel 1918 è stata elevata a Basilica Minore e nel 1969 ha riottenuto il titolo di Cattedrale con l’elezione di un vescovo titolare.

 

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Vangelo di Domenica 14 Gennaio 2018

Dio onnipotente ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace.

1 Sam 3, 3-10. 19

In quei giorni, Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l'arca di Dio.
Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.
Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: "Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta"». Samuèle andò a dormire al suo posto.
Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuéle, Samuéle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole. Continua a leggere...

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Vangelo di Domenica 21 Ottobre 2018

Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito.

Is 53,2.3.10-11

Dal libro del profeta Isaia

Il Servo del Signore è cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in espiazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.  Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità.

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Vangelo di Domenica 22 Aprile 2018

Dio onnipotente e misericordioso, guidaci al possesso della gioia eterna, perché l'umile gregge dei tuoi fedeli giunga con sicurezza accanto a te, dove lo ha preceduto Cristo, suo pastore.

At 4, 8-12

In quei giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro:

«Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.
Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d'angolo.
In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati». Continua a leggere...

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Vangelo di Domenica 29 Ottobre 2017

Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che prometti fa' che amiamo ciò che comandi.

Es 22, 20-26

Dal libro dell'Èsodo

Così dice il Signore:
«Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto.
Non maltratterai la vedova o l'orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l'aiuto, io darò ascolto al suo grido, la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani.
Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all'indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse.
Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando griderà verso di me, io l'ascolterò, perché io sono pietoso». Continua a leggere...

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Vangelo di Domenica 3 Luglio 2016

O Dio, che nella vocazione battesimale ci chiami ad essere pienamente disponibili all'annunzio del tuo regno, donaci il coraggio apostolico e la libertà evangelica, perché rendiamo presente in ogni ambiente di vita la tua parola di amore e di pace.

Is 66, 10-14

Dal libro del profeta Isaia.

Rallegratevi con Gerusalemme, esultate per essa tutti voi che l'amate. Sfavillate con essa di gioia tutti voi che per essa eravate in lutto. Così sarete allattati e vi sazierete al seno delle sue consolazioni; succhierete e vi delizierete al petto della sua gloria. 
Perché così dice il Signore: «Ecco, io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace; come un torrente in piena, la gloria delle genti. Voi sarete allattati e portati in braccio, e sulle ginocchia sarete accarezzati. Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò; a Gerusalemme sarete consolati. Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore, le vostre ossa saranno rigogliose come l'erba. La mano del Signore si farà conoscere ai suoi servi».
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