L'Eucarestia. Il massimo dono di Dio per noi.

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cenni storici

cenni storici

Il Cristianesimo pervenne a Ravello, con ogni probabilita', tra il IV e VI secolo dopo Cristo. Furono delle famiglie dell’aristocrazia romana, che per sfuggire alle incursioni barbariche, trovarono sicuro rifugio in questa terra, difesa dai monti e vi annunziarono la buona novella. Come importanti testimonianze della vita cristiana di quei secoli restano, fra gli altri cimeli, si conserva una fronte di sarcofago rappresentante l’adorazione dei Magi, che, per i caratteri stilistici ed iconografici, viene datata al 340 ed e'visibile in villa Rufolo;

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Chiesa della SS.Annunziata

La storia della chiesa
Era il 1281 quando fu aperta al culto la Chiesa, costruita dalla nobile famiglia dei Fusco e dedicata a Santa Maria Annunziata. E' però probabile che già da alcuni anni fosse in corso la sua costruzione, giacche nel 1277 era nominata nel testamento del ricchissimo Nicola Rufolo.
Nel 1305, un altro nobile ravellese, Leone Acconciaioco, espressamente destinò fondi per costruire la strada di collegamento tra la chiesa dell'Annunziata e la chiesa di San Pietro alla Costa.

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CLAUDIO GUGEROTTI (7 Dicembre 2001)

CLAUDIO GUGEROTTI (7 Dicembre 2001)

Mons. Claudio Gugerotti nacque a Verona il 7 ottobre 1955. Dopo gli studi classici, ottenne la Laurea in lingue e Letterature Orientali presso l'Università "Ca' Foscari" di Venezia. Terminato il corso filosofico-teologico presso la Facoltà Teologica di Milano, Sezione del Seminario di Padova, fu ordinato sacerdote nella cattedrale di Verona il 27
maggio 1982, emesse nel 1980, le promesse giurate perpetue nella Società di Vita Apostolica "Pia Società di Don Nicola Mazza", istituto di origine veronese dedito alla cura pastorale, accademica e materiale di studenti poveri e capaci. Conseguì in seguito la Licenza in Sacra Liturgia e il Dottorato in Scienze Ecclesiastiche Orientali.

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FRA SILVESTRO MICCU', O.F.M. Osso (27 febbraio 1792 - trasferito ad Amalfi il 29 ottobre 1804)


dell'Ordine dei Frati Minori Osservanti, nato a Napoli nel 1749, al secolo Giovanni Battista, dottore in Teologia nell 'Università di Napoli, entrò nell 'Ordine nel 1764; fu guardiano del Convento di S. Maria Nova a Napoli; il 27 febbraio 1792 fu eletto Vescovo delle diocesi unite Ravello e Scala, e consacrato a Roma il 4 marzo 1792 dal Cardinale Valente Gonzaga. Dopo dodici anni di zelante apostolato nelle due città, il 4 ottobre 1804 fu elevato ad Arcivescovo di Amalfi . Trasferitosi nella nuova sede continuò ad avere un particolare pensiero di predilezione per Ravello. Ma l'ora della soppressione delle due diocesi s'era avvicinata. Il Concordato del 16 febbraio 1818 tra Papa Pio VII e Ferdinando I, re delle due Sicilie, indicava le ragioni per la soppressione di alcune Sedi Vescovili, che non potevano conservarsi nemmeno come Concattedrali, per la esiguità della rendita e le oscurità dei luoghi ove essi si trovano".

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Il Papa e lo spazio digitale

Il Papa e lo spazio digitale

Domenica 12 maggio, Solennità dell’Ascensione del Signore, la Chiesa celebra la 47a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, l’unica voluta dal Concilio Vaticano II. In occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, il 24 gennaio u.s. Benedetto XVI ha inviato il suo messaggio per la Giornata di quest’anno, dedicata al tema "Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione": messaggio che collocato nel contesto dell’Anno della fede e dopo il Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione, intende esaminare un argomento attualissimo che afferisce a una delle sfide più significative dell’evangelizzazione,quella che emerge oggi dall’ambiente digitale in cui viviamo. Nel nostro tempo in cui la tecnologia tende a diventare il tessuto connettivo di molte esperienze umane, siamo invitati a riflettere sulla conoscenza dei moderni social networks di cui comunemente facciamo uso, e a porci la domanda: questi nuovi strumenti possono favorire l’evangelizzazione ed aiutare gli uomini ad incontrare Cristo nella fede? La risposta non può essere che affermativa, perché, anche alla luce delle riflessioni del Sinodo risulta chiara la sintesi che troviamo nel Messaggio del Papa: “I social networks non devono essere visti dai credenti semplicemente come uno strumento di evangelizzazione, perché la “vita dell’uomo di oggi si esprime anche nell’ambiente digitale” e conseguentemente la Rete è da abitare”. «L’ambiente digitale – scrive il Papa – non è un mondo parallelo o puramente virtuale, ma è parte della realtà quotidiana di molte persone, specialmente dei più giovani». Lo spazio digitale non è inautentico, alienato, falso o apparente, ma è un’estensione del nostro spazio vitale quotidiano, che richiede «responsabilità e  dedizione alla verità». Abitare significa inscrivere i propri significati nello spazio.

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La luce che abbiamo nell'anima

2013-10-01 L’Osservatore Romano

Pubblichiamo il testo dell’intervista che Papa Francesco ha rilasciato al fondatore di Repubblica, comparsa sul quotidiano romano del 1° ottobre.

Mi dice Papa Francesco: «I più gravi dei mali che affliggono il mondo in questi anni sono la disoccupazione dei giovani e la solitudine in cui vengono lasciati i vecchi. I vecchi hanno bisogno di cure e di compagnia; i giovani di lavoro e di speranza, ma non hanno né l’uno né l’altra, e il guaio è che non li cercano più. Sono stati schiacciati sul presente. Mi dica lei: si può vivere schiacciati sul presente? Senza memoria del passato e senza il desiderio di proiettarsi nel futuro costruendo un progetto, un avvenire, una famiglia? È possibile continuare così? Questo, secondo me, è il problema più urgente che la Chiesa ha di fronte a sé».


Santità, gli dico, è un problema soprattutto politico ed economico, riguarda gli Stati, i governi, i partiti, le associazioni sindacali.
«Certo, lei ha ragione, ma riguarda anche la Chie
sa, anzi soprattutto la Chiesa perché questa situazione non ferisce solo i corpi ma anche le anime. La Chiesa deve sentirsi responsabile sia delle anime sia dei corpi».
Santità, Lei dice che la Chiesa deve sentirsi responsabile. Debbo dedurne che la Chiesa non è consapevole di questo problema e che Lei la incita in questa direzione?
«In larga misura quella consapevolezza c’è, ma non abbastanza. Io desidero che lo sia di più. Non è questo il solo problema che abbiamo di fronte ma è il più urgente e il più drammatico».
L’incontro con Papa Francesco è avvenuto martedì scorso nella sua residenza di Santa Marta, in una piccola stanza spoglia, un tavolo e cinque o sei sedie, un quadro alla parete. Era stato preceduto da una telefonata che non dimenticherò finché avrò vita. Erano le due e mezza del pomeriggio. Squilla il mio telefono e la voce alquanto agitata della mia segretaria mi dice: «Ho il Papa in linea glielo passo immediatamente».
Resto allibito mentre già la voce di Sua Santità dall’altro capo del filo dice: «Buongiorno, sono Papa Francesco». Buongiorno Santità — dico io e poi — sono sconvolto non m’aspettavo mi chiamasse. «Perché sconvolto? Lei mi ha scritto una lettera chiedendo di conoscermi di persona. Io avevo lo stesso desiderio e quindi son qui per fissare l’appuntamento. Vediamo la mia agenda: mercoledì non posso, lunedì neppure, le andrebbe bene martedì?». Rispondo: va benissimo.

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Pubblicazioni

Pantaleone da Nicomedia Santo e Taumaturgo tra Oriente e Occidente

ESI, 2006, pp. 252.

€ 25

Gli Atti del primo Convegno di Studi (2004) approfondiscono la conoscenza della straordinaria figura di Pantaleone da Nicomedia in cui l’aspetto scientifico si è coniugato con successo con quello scientifico. Nessun ambito relativo al culto del santo è stato trascurato e sono state esaminate la storia, la pratica liturgica l’arte e la medicina.

 

Pantaleone da Nicomedia, santo tra cielo e terra: reliquie, culto, iconografia.

I santi venuti dall’Oriente. Trifone e Barbara sul cammino di Pantaleone.

ESI,2009, pp.511.

€ 35

La pubblicazione degli Atti del secondo (2005) e del terzo convegno (2006) di studi costituisce un approfondimento sulla figura e sul ruolo di Pantaleone da Nicomedia, il martire taumaturgo divenuto patrono di Ravello e sui santi Barbara e Trifone grazie al contributo degli studiosi provenienti dal mondo cattolico romano e cristiano ortodosso.

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Ravello tra Monarchia e Repubblica', 24 luglio: Convegno sulla rinascita della democrazia in Italia

Va', divertiti tu, ora». Furono queste, come riferiva lo storico Antonio Spinosa, le parole pronunciate da Re Vittorio Emanuele III dopo aver apposto la propria firma al regio decreto che di fatto consegnava la luogotenenza del Regno nelle mani del figlioUmberto, principe di Piemonte. Era il 5 giugno 1944 e quell'appuntamento con la storia si tenne a Ravello, nel palazzo Episcopio, dove i regnanti dimoravano dal mese di febbraio.

Per ricordare e approfondire un crocevia fondamentale della storia democratica d'Italia, proprio nei mesi in cui veniva concepita la Repubblica, giovedì 24 luglio prossimo, nella suggestiva cornice della chiesa monumentale di San Giovanni del Toro, a Ravello, si svolgerà un'importante Giornata di Studi dal titolo: "Ravello tra Monarchia e Repubblica. La rinascita della democrazia in Italia".

Articolata in due sessioni con inizio alle 9,30, l' atteso evento culturale vedrà la partecipazione di docenti universitari di Storia Contemporanea e di studiosi locali.

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Santa Maria delle Grazie

Nel territorio gravante intorno alla Chiesa di San Pietro alla Costa, nella fascia di terra declinante verso il mare sulla parte orientale del promontorio di Ravello, sin dall' anno 114: si nomina la località "Pendolo", Era un quartiere, una borgata cinta da mura, a cui si accedeva attraverso una porta: qui si era concentrata un'intensa attività umana. E' su una delle più alte terrazze che prima del 1163 un nobile e ricco ravellese fonda la Chiesa di San Matteo del Pendolo, che poi, nel 1733, muterà nome nell'attuale Santa Maria delle Grazie.

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Vangelo di Domenica 1 Luglio 2018

Sii proprizio a noi tuoi fedeli, Signore, e donaci i tesori della tua grazia, perché, ardenti di speranza, fede e carità, restiamo sempre fedeli ai tuoi comandamenti.

Ger 23, 1-6

Dal libro del profeta Geremìa

Dice il Signore:
«Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo. Oracolo del Signore.
Perciò dice il Signore, Dio d'Israele, contro i pastori che devono pascere il mio popolo: Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati; ecco io vi punirò per la malvagità delle vostre opere. Oracolo del Signore.
Radunerò io stesso il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho scacciate e le farò tornare ai loro pascoli; saranno feconde e si moltiplicheranno. Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi; non ne mancherà neppure una. Oracolo del Signore. Ecco, verranno giorni

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Vangelo di Domenica 17 Dicembre 2017

Guarda, o Padre, il tuo popolo che attende con fede il Natale del Signore, e fa' che giunga a celebrare con rinnovata esultanza il grande mistero della salvezza

Is 61, 1-2. 10-11

Dal libro del profeta Isaìa

Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l'anno di grazia del Signore.
Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza, mi ha avvolto con il mantello della giustizia, come uno sposo si mette il diadema e come una sposa si adorna di gioielli.
Poiché, come la terra produce i suoi germogli e come un giardino fa germogliare i suoi semi, così il Signore Dio farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le genti. Continua a leggere...

 

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Vangelo di Domenica 17 Giugno 2018

O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto, soccorrici con la tua grazia, perché fedeli ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.

Ez 17, 22-24

Dal libro del profeta Ezechièle

Così dice il Signore Dio:
«Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro,
dalle punte dei suoi rami lo coglierò
e lo pianterò sopra un monte alto, imponente;
lo pianterò sul monte alto d'Israele.
Metterà rami e farà frutti
e diventerà un cedro magnifico.
Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno,
ogni volatile all'ombra dei suoi rami riposerà.
Sapranno tutti gli alberi della foresta
che io sono il Signore,
che umilio l'albero alto e innalzo l'albero basso,
faccio seccare l'albero verde e germogliare l'albero secco.
Io, il Signore, ho parlato e lo farò».

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Vangelo di Domenica 18 Febbraio 2018

 

O Padre, che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio, nutri la nostra fede con la tua parola e purifica gli occhi del nostro spirito perché possiamo godere la visione della tua gloria.

Gn 22, 1-2. 9. 10-13. 15-18

Dal libro della Genesi

In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va' nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare, collocò la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L'angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.
L'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».

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Vangelo di Domenica 18 Giugno 2017

Il Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. 

Dt 8, 2-3. 14-16

Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo: 
«Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi. 
Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz'acqua; che ha fatto sgorgare per te l'acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri». Continua a leggere...

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Vangelo di Domenica 19 Agosto 2018

O Dio, che hai preparato beni invisibili per coloro che ti amano, infondi in noi la dolcezza del tuo amore, perché, amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa, otteniamo i beni da te promessi, che superano ogni desiderio.

Prv 9, 1-6

Dal libro dei Proverbi

La sapienza si è costruita la sua casa,
ha intagliato le sue sette colonne.
Ha ucciso il suo bestiame, ha preparato il suo vino
e ha imbandito la sua tavola.
Ha mandato le sue ancelle a proclamare
sui punti più alti della città:
«Chi è inesperto venga qui!».
A chi è privo di senno ella dice:
«Venite, mangiate il mio pane,
bevete il vino che io ho preparato.
Abbandonate l'inesperienza e vivrete,
andate diritti per la via dell'intelligenza».

 

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Vangelo di Domenica 2 Luglio 2017

O Dio, che ci hai reso figli della luce con il tuo Spirito di adozione, fa' che non ricadiamo nelle tenebre dell'errore, ma restiamo sempre luminosi nello splendore della verità.

2 Re 4,8-11.14-16

Dal secondo libro dei Re

Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c'era una donna facoltosa, che l'invitò con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Essa disse al marito: "Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo da noi, vi si possa ritirare".

Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e si coricò. Eliseo chiese a Giezi suo servo: "Che cosa si può fare per questa donna?". Il servo disse: "Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio". Eliseo disse: "Chiamala!". La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: "L'anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio". Continua a leggere...

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Vangelo di Domenica 22 Aprile 2018

Dio onnipotente e misericordioso, guidaci al possesso della gioia eterna, perché l'umile gregge dei tuoi fedeli giunga con sicurezza accanto a te, dove lo ha preceduto Cristo, suo pastore.

At 4, 8-12

In quei giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro:

«Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.
Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d'angolo.
In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati». Continua a leggere...

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Vangelo di Domenica 23 Luglio 2017

Sii proprizio a noi tuoi fedeli, Signore, e donaci i tesori della tua grazia, perché, ardenti di speranza, fede e carità, restiamo sempre fedeli ai tuoi comandamenti.

Sap 12, 13. 16-19

Dal libro della Sapienza

Non c'è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall'accusa di giudice ingiusto. La tua forza infatti è il principio della giustizia, e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti. Mostri la tua forza quando non si crede nella pienezza del tuo potere, e rigetti l'insolenza di coloro che pur la conoscono. Padrone della forza, tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza, perché, quando vuoi, tu eserciti il potere. Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini, e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento. Continua a leggere...

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Vangelo di Domenica 24 Dicembre 2017

Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che nell'annunzio dell'angelo ci hai rivelato l'incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione.

2 Sam 7, 1-5.8-12.14.16

Dal secondo libro di Samuèle

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all'intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l'arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va', fa' quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te».
Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va' e di' al mio servo Davide: "Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre"». Continua a leggere...

 

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Vangelo di Domenica 24 Giugno 2018

Dio onnipotente, concedi alla tua famiglia di camminare sulla via della salvezza sotto la guida di san Giovanni il precursore, per andare con serena fiducia incontro al Messia da lui predetto, Gesù Cristo nostro Signore.

Is 49, 1-6

Dal libro del profeta Isaia

Ascoltatemi, o isole,
udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome.
Ha reso la mia bocca come spada affilata,
mi ha nascosto all'ombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita,
mi ha riposto nella sua faretra.
Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Io ho risposto: «Invano ho faticato,
per nulla e invano ho consumato le mie forze.
Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,
la mia ricompensa presso il mio Dio».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
– poiché ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza –
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d'Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all'estremità della terra».

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