L'Eucarestia. Il massimo dono di Dio per noi.

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cenni storici

cenni storici

Il Cristianesimo pervenne a Ravello, con ogni probabilita', tra il IV e VI secolo dopo Cristo. Furono delle famiglie dell’aristocrazia romana, che per sfuggire alle incursioni barbariche, trovarono sicuro rifugio in questa terra, difesa dai monti e vi annunziarono la buona novella. Come importanti testimonianze della vita cristiana di quei secoli restano, fra gli altri cimeli, si conserva una fronte di sarcofago rappresentante l’adorazione dei Magi, che, per i caratteri stilistici ed iconografici, viene datata al 340 ed e'visibile in villa Rufolo;

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Chiesa di San Filippo e San Giacomo

Chiesa di San Filippo e San Giacomo

L'Ordine Benedettino ebbe sin dal 900 diffusione sulla costiera; in particolare in Ravello ben tre monasteri vennero fondati con i nomi di SS. Trinità, di San Trifone e di Santa Maria di Castiglione. Quest'ultimo, destinato ad accogliere le donne nobili, sorse qui, sulle pendici del monte Civita, nel secolo X. E ovviamente ebbe la sua Chiesa, anch'essa intitolata a Santa Maria dapprima, poi dal 1453 ai Santi Apostoli Filippo e Giacomo, di cui si celebrava la festa il lo di maggio.
E' quindi molto antica anche la Chiesa: è ciò che testi- moniano la torre campanaria con la sua poderosa struttura medioevale e i muri esterni delle absidi, uno dei quali è unito al campanile per un lato.

 

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FRA NICOLA MOLINARI, O.F.M. Capp. (1 giugno 1778 -trasferito il 15 dicembre 1783)

FRA NICOLA MOLINARI, O.F.M. Capp. (1 giugno 1778 -trasferito il 15 dicembre 1783)

Quarto di sette figli, nacque a Lagonegro il 10 marzo 1707 da Carlo Molinari e Cecilia Mazzaro: carpentiere il padre, tessitrice di panni la madre. Nello stesso giorno venne portato al fonte battesimale, ove gli furono posti i nomi di Giuseppe Egidio Paolo; all'età di 14 mesi, il 16 maggio 1708, gli fu amministrato il sacramento della cresima dal vescovo di Policastro Marco Antonio de Rosa. Ricevette la prima formazione culturale probabilmente da uno zio sacerdote, don Nicola Mazzaro. Rimasto orfano di padre all'età di 9 anni e mezzo, contribuí al sostentamento familiare conducendo al pascolo le pecore della Confraternita del Santissimo Sacramento. Negli anni giovanili compí un pellegrinaggio al santuario di San Biagio a Maratea, pensando piú volte di seguire le orme del fratello maggiore Francesco, che era entrato tra i cappuccini con il nome di Ludovico da Lagonegro.

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FRA SILVESTRO MICCU', O.F.M. Osso (27 febbraio 1792 - trasferito ad Amalfi il 29 ottobre 1804)


dell'Ordine dei Frati Minori Osservanti, nato a Napoli nel 1749, al secolo Giovanni Battista, dottore in Teologia nell 'Università di Napoli, entrò nell 'Ordine nel 1764; fu guardiano del Convento di S. Maria Nova a Napoli; il 27 febbraio 1792 fu eletto Vescovo delle diocesi unite Ravello e Scala, e consacrato a Roma il 4 marzo 1792 dal Cardinale Valente Gonzaga. Dopo dodici anni di zelante apostolato nelle due città, il 4 ottobre 1804 fu elevato ad Arcivescovo di Amalfi . Trasferitosi nella nuova sede continuò ad avere un particolare pensiero di predilezione per Ravello. Ma l'ora della soppressione delle due diocesi s'era avvicinata. Il Concordato del 16 febbraio 1818 tra Papa Pio VII e Ferdinando I, re delle due Sicilie, indicava le ragioni per la soppressione di alcune Sedi Vescovili, che non potevano conservarsi nemmeno come Concattedrali, per la esiguità della rendita e le oscurità dei luoghi ove essi si trovano".

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Il Beato Bonaventura da Potenza, modello di carità, obbedienza, santità

Il 26 Ottobre la Comunità Ecclesiale di Ravello si riunirà attorno alla mensa eucaristica per celebrare il Beato Bonaventura da Potenza, esempio di perfezione evangelica, di ascesi, di santità, testimone della Fede che si è speso totalmente per annunciare la lieta novella ai poveri e per servire Cristo nei fratelli bisognosi.

Le messe comunitarie scandiranno il giorno festivo mentre, al rientro della processione pomeridiana per le vie del paese, il solenne pontificale sarà presieduto da S.Em.za Rev.ma Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi.

Momenti intensi che ci porteranno a ripercorrere la vita di Padre Bonaventura da Potenza, beatificato nel 1775, mentre ci affideremo alla sua potente intercessione. Si era nel cuore del rigido inverno quando, nel 1710, Padre Bonaventura, in qualità di Superiore, insieme ad altri confratelli raggiunse, percorrendo vie accidentate, una Ravello solitaria, che nelle Visite ad limina appariva "una città con edifici caduti o cadenti e in gran parte rasa al suolo".

Il Vescovo Giuseppe Maria Perrimezzi (1707-1714), dei Minimi di San Francesco di Paola, celebre predicatore e scrittore, aveva infatti richiesto espressamente al Commissario della Religiosa Provincia di Napoli la riapertura del convento francescano di Ravello già soppresso nel 1652.

Nella città costiera il frate potentino avrebbe terminato una lunga itineranza, spesa totalmente nel soccorso ai poveri e agli ammalati senza, tuttavia, far mancare una parola di conforto ai nobili che, con frequenza, si rivolgevano a lui. Amalfi, Napoli, Sorrento, Capri e Ischia, sono solo alcune tappe di un itinerario spirituale, prima che fisico, volto all'imitazione di Cristo sull'esempio del Serafico Padre San Francesco e costellato di eventi prodigiosi, prima di essere nominato Maestro dei Novizi nel Convento di Nocera Inferiore. Continua la lettura...

 

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Il Duomo

Edificato nel corso del secolo XI ad opera del primo vescovo della città, Orso Papicio, patrizio ravellese e monaco del monastero benedettino di S. Trifone e con finanziamenti del nobile Nicolò Rufolo, presenta una struttura di tipo basilicale, divisa in tre navate, ciascuna sorretta da otto colonne di granito ed un transetto nel quale si aprono tre absidi. Dal 1941 è iscritto nell'Albo dei Monumenti Nazionali. La facciata ha un carattere misto di elementi romanici e di elementi più tardivi.In origine due scale laterali portavano ad un portico che venne lesionato da un terremoto del 1786 e quindi demolito.Era costituito da archi sorretti da colonne, quattro delle quali sono ancora visibili alle estremità del sagrato sopraelevato.


L'interno del Duomo in origine era di stile romanico; nel settecento, date anche le sue rovinose condizioni, fu trasformato in barocco; in quest'ultimo ventennio è stato ripristinato, nelle navate, il primitivo stile romanico; sono state demolite le coperture a botte di esse, sono state messe in evidenza tutte le colonne , incorporate alcune in pilastri; aperte le monofore; il transetto è rimasto barocco; i due stili, anche se in contrasto, documentano le varie fasi di trasformazione. Nonostante che non presenti più l'antico splendore dell'originaria struttura e abbia perduto importanti opere artistiche, come il ciborio, o altare basilicale, al centro del transetto, pur tuttavia conserva all'ammirazione dei turisti di tutte le nazioni, eccezionali ed importanti monumenti di fede e di arte.


 

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La luce che abbiamo nell'anima

2013-10-01 L’Osservatore Romano

Pubblichiamo il testo dell’intervista che Papa Francesco ha rilasciato al fondatore di Repubblica, comparsa sul quotidiano romano del 1° ottobre.

Mi dice Papa Francesco: «I più gravi dei mali che affliggono il mondo in questi anni sono la disoccupazione dei giovani e la solitudine in cui vengono lasciati i vecchi. I vecchi hanno bisogno di cure e di compagnia; i giovani di lavoro e di speranza, ma non hanno né l’uno né l’altra, e il guaio è che non li cercano più. Sono stati schiacciati sul presente. Mi dica lei: si può vivere schiacciati sul presente? Senza memoria del passato e senza il desiderio di proiettarsi nel futuro costruendo un progetto, un avvenire, una famiglia? È possibile continuare così? Questo, secondo me, è il problema più urgente che la Chiesa ha di fronte a sé».


Santità, gli dico, è un problema soprattutto politico ed economico, riguarda gli Stati, i governi, i partiti, le associazioni sindacali.
«Certo, lei ha ragione, ma riguarda anche la Chie
sa, anzi soprattutto la Chiesa perché questa situazione non ferisce solo i corpi ma anche le anime. La Chiesa deve sentirsi responsabile sia delle anime sia dei corpi».
Santità, Lei dice che la Chiesa deve sentirsi responsabile. Debbo dedurne che la Chiesa non è consapevole di questo problema e che Lei la incita in questa direzione?
«In larga misura quella consapevolezza c’è, ma non abbastanza. Io desidero che lo sia di più. Non è questo il solo problema che abbiamo di fronte ma è il più urgente e il più drammatico».
L’incontro con Papa Francesco è avvenuto martedì scorso nella sua residenza di Santa Marta, in una piccola stanza spoglia, un tavolo e cinque o sei sedie, un quadro alla parete. Era stato preceduto da una telefonata che non dimenticherò finché avrò vita. Erano le due e mezza del pomeriggio. Squilla il mio telefono e la voce alquanto agitata della mia segretaria mi dice: «Ho il Papa in linea glielo passo immediatamente».
Resto allibito mentre già la voce di Sua Santità dall’altro capo del filo dice: «Buongiorno, sono Papa Francesco». Buongiorno Santità — dico io e poi — sono sconvolto non m’aspettavo mi chiamasse. «Perché sconvolto? Lei mi ha scritto una lettera chiedendo di conoscermi di persona. Io avevo lo stesso desiderio e quindi son qui per fissare l’appuntamento. Vediamo la mia agenda: mercoledì non posso, lunedì neppure, le andrebbe bene martedì?». Rispondo: va benissimo.

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Preparazione spirituale

 

La famiglia ha la missione di diventare sempre più quello che è: una comunità di vita e di amore

Dio ha creato l'uomo
a Sua immagine e somiglianza:
chiamandolo all'esistenza per amore
l'ha chiamato nello stesso tempo all'amore
 
 

dall' Esortazione apostolica di Giovanni Paolo II 
"Familiaris Consortio" 1981

 

PREPARAZIONE ALL'AMORE

Più che mai necessaria ai nostri giorni è la preparazione dei giovani al matrimonio e alla vita familiare

In alcuni Paesi sono ancora le famiglie stesse che, secondo antiche usanze, si riservano di trasmettere ai giovani i valori riguardanti la vita matrimoniale e familiare, mediante una progressiva opera di educazione o iniziazione.

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Museo Duomo


Trip Advisor: Duomo di Ravello

 Duomo di Ravello

 

 


Don Angelo Mansi
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