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CAMPANILE

CAMPANILE

Di azzurro al campanile d'argento murato, finestrato e campanato nero. - alias: di azzurro al campanile murato al naturale sulle onde del mare, sinistrato da un lmo ed accompagnato a destra da cinquee stelle di oro disposte:1, 2, 2.

Di questa casa, nell'antico codice ms. degli illustri amalfitani silegge: "sireGalganus Campanilis de Ravello in anno 1273 e sire Angelus Campanilis de Ravello in anno 1430"
Nicola Campanile, abate di San Trifone in Ravello, fu eletto vescovo di quella città nel 1455. Rinaldo fu Razionale della R. Camera nel 1500; Aurelio fu giureconsulto di gran vaglia e presidente della Regia Camera della Sommaria ed Gaggregato al sedile detto dell'Arcivescovado della città di Trani, dove i suoi discendenti furono reintegrati nel 1918. Si ricorda il chiaro autore !delle armi ovvero insegne dei Nobili,ecc. "- Napoli 1680, Filiberto Campanile.

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Chiesa di San Filippo e San Giacomo

Chiesa di San Filippo e San Giacomo

L'Ordine Benedettino ebbe sin dal 900 diffusione sulla costiera; in particolare in Ravello ben tre monasteri vennero fondati con i nomi di SS. Trinità, di San Trifone e di Santa Maria di Castiglione. Quest'ultimo, destinato ad accogliere le donne nobili, sorse qui, sulle pendici del monte Civita, nel secolo X. E ovviamente ebbe la sua Chiesa, anch'essa intitolata a Santa Maria dapprima, poi dal 1453 ai Santi Apostoli Filippo e Giacomo, di cui si celebrava la festa il lo di maggio.
E' quindi molto antica anche la Chiesa: è ciò che testi- moniano la torre campanaria con la sua poderosa struttura medioevale e i muri esterni delle absidi, uno dei quali è unito al campanile per un lato.

 

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Chiesa di San Martino

Chiesa di San Martino

Attualmente è la Cappella del cimitero; il suo titolo nel secolo XVIII è passato alla chiesa annessa alla ex abbazia benedettina di San Trifone.
Il monumento è costituito,attualmente da una sala rettangolare coperta con volta a botte estradossata ;sul lato destro vi sono tre locali di cui uno adibito a sacrestia,un altro a sala mortuaria e il tezo dà accesso al campanile.
Il campanile di fattura notevolmente interessante presenta una ghiera di finestre ellittiche, con fasce policrome il tamburo ottagonale con copertura piramidale .Nel corso del tempo esso ha subito dratici interventi di rafforzamento e di reintonocatura che ne hanno modificato superdici e chiarscuri e ed alterato profondamente l'immagine che oggi cogliamo.
Nella forma originale,pel fornice della parte basamentale,faceva pensare a quelli di Trani, Barletta, Caserta Vecchia e della vicina Pontone.

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Chiesa di Santa Maria a Gradillo

Si presenta come una basilica a tre navate, separate da tre colonne per parti, che sorreggono archi acuti su alto piedritto, transetto sopraelevato tre absidi semicircolari. La navata centrale è coperta da tetto a capriate; le laterali da volte a crociera estradossate. La cupola, su slanciato tamburo, s'innalza sulla campata centrale del transetto, fiancheggiata da due volte a crociera estradossata. All'esterno, la facciata tripartita presenta tre porte con lunette arhiacute; la centrale ha per architrave un frammento di cornice classica sostenuta da cornice di stipiti di marmo.

  ESTERNOgradillo

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NICOLA CAMPANILE (9 o 13 giugno 1455 -+ 1456)

NICOLA CAMPANILE (9 o 13 giugno 1455 -+ 1456)

figlio di Pasquale e di Giovanna Coppola, nobile ravellese ed abate di S. Trifone, il 13 giugno 1455, fu promosso al vescovado di Ravello; quivi morì nell'anno seguente

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San Pietro alla Costa

La Chiesa, per essere stata costruita sulle pendici degra- danti verso il mare, non lontano dalla cala di Marmorata, fa supporre che a fondarla possa essere stata la ricca famiglia di un valentuomo sbarcato sulla costa e lì insediatosi. Furono, infatti, mercanti ravellesi ad innalzare in Bari un santuario e in Melfi un monastero, nel IO44, in onore di San Pietro apostolo. La sua origine siJa risalire al secolo X: è forse la più antica chiesa di Ravello, titolo che condivide con la Chiesa di San Michele Arcangelo di Torello. Fu costruita ad impianto romanico con tre navate divise da colonnati di tre monoliti di granito ognuno. L'ingresso era sotto il portico, com'è oggi, con volte sostenute da due colonne di granito e capitelli romani. Sette grandi colonne di granito grigio sono geometricamente disposte a sostegno delle volte diseguali del portico, cinque di esse poste in nicchie delle mura, dopo lunghi secoli di abbandono sul selciato: esse, sino alla metà del secolo XVIll, erano il sostegno e contorno della navata centrale della Chiesa antichissima, che aveva tre colonne per lato. 

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Sant'Angelo dell'Ospedale

Il toponimo ricorda che annesso alla chiesa vi era nel medioevo una struttura per accogliere infermi,viandanti e pellegrini, (di cui si ha una prima menzione nel 1107 ) ora completamente distrutta.
La chiesa invece è ancora in piedi ed è un pregevole esempio di architettura in parte costruita in parte ricavata nelle cavità della roccia.Per questa singolarità spaziale è stata uno dei soggetti preferiti dal pittore ed incisore olandese Escher.

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