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10 Dicembre 2017: Ravello fa memoria della Compatrona Santa Barbara

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La comunità ecclesiale di Ravello si appresta a celebrare la memoria liturgica di Santa Barbara da Nicomedia, Vergine e Martire, compatrona della città. Una figura venerata per antica tradizione popolare e sempre presente nella storia religiosa di Ravello, come attestano le numerose testimonianze documentarie e artistiche.

La presenza del culto di Santa Barbara a Ravello risale, infatti, almeno all’epoca del vescovo Costantino Rogadeo (1094 - 1150), quando una reliquia della martire, recante il sigillo del presule, veniva riposta, insieme a quelle di altri santi, nell’altare maggiore della chiesa parrocchiale di San Pantaleone, nella Piazza di Sant’Adiutore, l’odierna Piazza Fontana.

Sulla base del consolidato legame devozionale, nel passato,  è stata anche supposta l’esistenza di un antico patronato della santa sulla città, precedente quello di San Pantaleone. Una tesi che, però, non trova alcun riscontro nelle fonti archivistiche e storiografiche, come già nel 1887 evidenziava Luigi Mansi, canonico della Cattedrale e profondo conoscitore di storia patria, in quanto “in tutte le carte e i documenti del nostro archivio nulla se ne dice”.

Sullo sperone occidentale della città, in una cavità rocciosa situata nella zona sottostante il Monastero delle Clarisse, sede di un interessante insediamento rupestre, sorse la chiesa di Santa Barbara alle Grotte, un’aula a tre altari e tre absidi in cui era conservata la reliquia del capo della vergine martire di Bitinia, custodita in una testa d’argento. Il sacro edificio, nei pressi del quale era presente anche una grande cava di marmo “colorito”, dovette essere abbandonato nel corso del sec. XIV e fu pertanto annesso dapprima al Monastero della Trinità e poi alla chiesa Cattedrale che oggi custodisce le reliquie e le testimonianze figurative più interessanti della santa orientale, effigiata con i tradizionali elementi iconografici: la palma e la torre.

In tempo di Avvento, periodo di attesa e di speranza ma anche di ascolto e di riflessione sul regno di giustizia e di pace inaugurato dal Messia e sull'identità divino-umana della persona di Cristo, la festa di Santa Barbara immerge la “Città della Musica” nell’atmosfera prenatalizia: i dolci motivi pastorali degli zampognari riecheggiano antiche melodie che rimandano alle “novene” dell’Immacolata e del Natale, a figure da presepe che, con il suono di zampogne e ciaramelle, infondono pace e serenità. Un’oasi della memoria in cui la tradizionale fiaccolata di bengala, con le cascate e i bagliori artificiali, è ancora capace di affascinare l’uomo, di interpretarne, grazie al complesso simbolismo del fuoco, sentimenti di purificazione e di rigenerazione. Quel fuoco che avrebbe accompagnato gli uomini non solo negli eventi più tumultuosi ma anche nei momenti di maggiore coralità e di tensione celebrativa proprio sotto lo sguardo benevolo della splendida Barbara.

Alla luce di queste poche righe appare evidente come la festa di Santa Barbara costituisca per la nostra città un importante momento di fede e di tradizione, un' occasione per guardarsi indietro e riscoprirsi figli di una terra dalle radici sante. Un invito rivolto soprattutto alle giovani generazioni poiché, come ha sottolineato Giuseppe Palumbo nel corso del Convegno su Santa Barbara alle Grotte del 2006, “questa è la nostra storia, queste sono le nostre radici. Un albero che non ha radici inevitabilmente secca, un popolo che le ignora, le trascura, le annulla sull’altare delle convenienze egoistiche è destinato fatalmente a morire”.

Programma

Domenica 10 Dicembre

II Domenica di Avvento

Ore 9.00 - 11.00 - Duomo: Sante Messe Comunitarie.

Ore 15.00: Raduno in Piazza Duomo e Pellegrinaggio alla località di Santa Barbara alle Grotte.

Ore 16.30: Gli zampognari del gruppo “Symphonia” di Minori allieteranno  le  vie  del  centro  storico con  le  dolci
melodie pastorali tipiche della tradizione natalizia.

Ore 18.30 - Duomo:  Messa Vespertina cui seguirà  la breve processione con la statua di Santa Barbara.

Il corteo processionale, sulle note dizampogne e ciaramelle, sarà salutato lungo il percorso da una fiaccolata.

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