L'Eucarestia. Il massimo dono di Dio per noi.

Aria fresca nella Chiesa

2013-05-07 L’Osservatore Romano

È stata una grande festa della pietà popolare quella vissuta domenica mattina, 5 maggio, da decine di migliaia di membri delle confraternite giunti da tutto il mondo per partecipare alla messa celebrata da Papa Francesco sul sagrato della basilica vaticana in occasione dell’Anno della fede.

Con i caratteristici abiti, gli stendardi, i grandi crocifissi e le immagini tradizionalmente recati in processione nelle strade dei vari Paesi, incuranti della pioggia, hanno colorato piazza San Pietro e tutta via della Conciliazione, portando quella che il Pontefice ha definito «una ventata d’aria fresca nella Chiesa».

All’omelia il Papa ha messo in luce l’evangelicità, l’ecclesialità, e la missionarietà di questa «realtà tradizionale, che ha conosciuto in tempi recenti un rinnovamento e una riscoperta», sottolineando come ogni confraternita costituisca «una modalità legittima di vivere la fede» e «un modo di sentirsi parte della Chiesa» stessa. E poiché «nei secoli le confraternite sono state fucine di santità di tanta gente che ha vissuto con semplicità un rapporto intenso con il Signore», ha esortato a camminare «con decisione verso la santità», senza accontentarsi «di una vita cristiana mediocre».

Parole riecheggiate al termine della messa, quando Papa Francesco ha guidato la preghiera mariana del Regina Caeli con i fedeli presenti. Tra questi anche i membri dell’associazione Meter, venuti in occasione della giornata dedicata ai minori vittime della violenza. Salutandoli, il Pontefice ha rivolto il proprio pensiero a quanti soffrono a causa di abusi e ha chiesto «chiarezza e coraggio nella difesa delle persone più fragili, soprattutto dei bambini».

In precedenza, nel pomeriggio di sabato 4, Papa Francesco si era recato nella basilica di Santa Maria Maggiore per la preghiera del rosario. Nella sua riflessione ha sviluppato tre temi legati al ruolo materno della Madonna nella nostra esperienza di fede; la Vergine ci aiuta «crescere», ad «affrontare la vita» e a «essere liberi». E proprio riguardo al tema della libertà, il vescovo di Roma ha evidenziato quanto sia «difficile, nel nostro tempo, prendere decisioni definitive. Ci seduce il provvisorio — ha commentato —. Siamo vittime di una tendenza che ci spinge alla provvisorietà... come se desiderassimo rimanere adolescenti. È un po’ il fascino del rimanere adolescenti, e questo per tutta la vita». Da qui l’esortazione a non avere «paura degli impegni definitivi, che coinvolgono e interessano tutta la vita» Perché — è la conclusione di Papa Francesco — solo «in questo modo la vita sarà feconda».

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